Il Fondo di Garanzia PMI fu introdotto come strumento a supporto delle imprese con Legge n. 662/96 e operativo dal 2000. Con l’avvento del Covid-19 sono cambiati i contorni dell’agevolazione del MISE – Ministero dello Sviluppo Economico.

Esso, infatti, ha subito alcune modifiche con l’emanazione dei Decreti Cura Italia, Liquidità e – da ultimo – con il Decreto Sostegni bis, oltre alla proroga ad opera della Legge di Bilancio 2021.

Il Fondo è gestito da Mediocredito centrale allo scopo di supportare sia imprese che professionisti nella delicata fase di accesso al credito, fornendogli le garanzie garanzie necessarie – di cui non sempre dispongono.

 

Obiettivi e soggetti: cosa c’è da sapere?

 

Come funziona? Nell’ottica di favorire l’accesso al credito, il Fondo di Garanzia PMI prevede la concessione di una garanzia pubblica (accanto o meno a quelle proprie delle imprese). 

Il rapporto di base tra istituto bancario, da un lato, e impresa/professionista segue le tradizionali regole, sulla base delle clausole dei vari contratti. L’impresa richiedente può ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (cioè fideiussioni o polizze assicurative, con i relativi costi). Tutto ciò opera – va precisato – sugli importi garantiti dal Fondo.

 

I beneficiari del Fondo di Garanzia PMI

 

Parliamo dei soggetti che possono fruirne. A chi è concessa la garanzia pubblica? Alle PMI – piccole e medie imprese, comprese quelle artigiane, insieme a: 

  • consorzi e società consortili costituiti tra piccole e medie imprese, nonché società consortili miste; 
  • professionisti iscritti agli ordini professionali e aderenti ad associazioni professionali.

Inoltre, assistiamo ad un ampliamento della platea dei beneficiari, che oggi comprende anche le seguenti categorie: enti del terzo settore, professionisti organizzati in studi associati, agenti di assicurazione, sub-agenti e broker. 

 

Le novità con il Decreto Sostegni bis

 

Con l’approvazione del Decreto Sostegni bis (di cui abbiamo trattato le principali misure sul Blog ufficiale di Studio CFLC), che è entrato in vigore lo scorso 26 maggio e (in parte) operativo con la circolare MCC n. 4-2021, il Governo ha prorogato fino al 31 dicembre 2021 la disciplina speciale dello strumento.

Non finisce qui: tra le novità, anche la  possibilità di usufruire della copertura del Fondo per le PMI e i titolari di partita Iva che già beneficiano della moratoria mutui, (anch’essa oggetto di proroga fino a fine anno).

 

Liquidità per le imprese

 

Passiamo all’aspetto pratico: quali sono le operazioni cd. “garantite”? Si tratta di un insieme composto da tutti i tipi di operazioni, sia a breve che a medio e lungo termine, allo scopo di aumentare la liquidità nelle casse delle imprese e/o rendere possibili gli investimenti

A livello operativo, l’iter di presentazione della domanda prevede quanto segue: il soggetto richiedente (impresa o professionista si rivolge all’istituto bancario di riferimento richiedendo il finanziamento e, contestualmente, la garanzia diretta del Fondo.

Superata questa prima fase, sarà poi la banca ad occuparsi in prima persona della domanda.

Completiamo la nostra guida con un paio di informazioni tecniche, relative a soglie, percentuali etc. 

Innanzitutto, la copertura del Fondo di Garanzia PMI è pari al 100% per i finanziamenti in essere fino a 30mila euro e del 90% per quelli che superano tale soglia.

La disciplina per i nuovi prestiti, invece, è parzialmente diversa: in caso di allungamento della durata del debito oltre i sei anni, la garanzia sarà pari al 90% fino ai 30mila euro e dell’80% per i finanziamenti di importo superiore.

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