È arrivato il momento di approfondire i tratti costitutivi del PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Di che si tratta? Un’opportunità di sviluppo, investimenti e riforme in un’ottica di crescita economica sostenibile. Adesso approfondiamo quello che riguarda le imprese, macro-categoria a cui è rivolta l’azione del PNRR. I mezzi per muoversi in questa direzione sono costituiti da una serie di interventi trasversali. 

 

PNRR: le misure per le Imprese 

 

Il Piano si articola in 6 Mission, per un totale di 16 Componenti:

Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura: ha come obiettivo la modernizzazione digitale delle infrastrutture di comunicazione del Paese, nella Pubblica Amministrazione e nel suo sistema produttivo, con una componente ad hoc per i settori del turismo e della cultura. 

PNRR e Transizione 4.0

Ci focalizziamo su “Transizione 4.0” (Componente 2), dove le parole-chiave sono innovazione e digitalizzazione del sistema produttivo. Si tratta di una programmazione pluriennale in grado di garantire stabilità alle imprese nel percorso di digital trasformation.

Vi rientra l’incentivo degli investimenti in tecnologia, R&S la riforma del sistema di proprietà industriale. Figura il sistema di incentivi fiscali 4.0: credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali e sul bonus ricerca e sviluppo, per i quali aliquote e massimali sono stati aumentati per il biennio 2021-2022.

I destinatari degli interventi sono i settori ad alto contenuto tecnologico. In quest’ottica, il Piano prevede un’azione mirata a favore della trasformazione delle PMI tramite misure volte all’Internazionalizzazione (posizionamento del Made in Italy) e alla competitività delle filiere industriali, con focus specifico su quelle più innovative e strategiche. 

A tal proposito, segnaliamo il Fondo 394/81 gestito da SIMEST, per il quale si prevede un ampliamento delle risorse finanziarie disponibili.

 

Le Missioni del PNRR

Rivoluzione verde e transizione ecologica: mira a realizzare la transizione verde ed ecologica della società e dell’economia italiana in linea con il Green Deal europeo.

È previsto un imput per le imprese del settore edile e del relativo indotto imprenditoriale, con una particolare attenzione per le rinnovabili.

In quest’ottica, fanno parte della Componente anche i programmi di investimento e ricerca per le fonti di energia rinnovabili e gli investimenti per lo sviluppo delle principali filiere industriali della transizione ecologica e la mobilità sostenibile.

Infrastrutture per una mobilità sostenibile: via all’estensione dell’alta velocità ferroviaria nazionale e al potenziamento della rete ferroviaria regionale, soprattutto al Sud, nonché del sistema portuale e alla digitalizzazione della catena logistica

Istruzione e ricerca: dove protagonisti sono i giovani e l’azione ruota intorno ai concetti di produttività, inclusione sociale e sfide tecnologiche e ambientali del futuro. Qui si concentrerà sul rafforzamento della filiera della ricerca e del trasferimento tecnologico.

Inclusione e coesione: ha ad oggetto una revisione strutturale delle politiche attive del lavoro, un rafforzamento dei centri per l’impiego e la loro integrazione con i servizi sociali e con la rete degli operatori privati. Lato imprese, sono previsti incentivi per l’imprenditoria femminile con la creazione di un nuovo Fondo impresa donna.

Salute: si pone due obiettivi, quali il rafforzamento della rete territoriale e l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del SSN – Servizio Sanitario Nazionale.

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